Augusto Daolio
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di Gino Castaldo - da "Repubblica" del 6 aprile 98
Tutt'intorno l'orizzonte e' piatto, piattissimo.
Siamo nel cuore della pianura padana, dove i paesini si succedono ordinati, tranquilli.
Le case lungo la strada che porta al cimitero di Novellara sono modeste ma pulite, dignitose.
Prati ben squadrati e facciate tirate a nuovo.
anche il piccolo cimitero e' ben tenuto, ma basta entrare e si avverte immediatamente che c'e'
qualcosa di speciale.
Basta un colpo d'occhio dal cancello e si capisce subito qual'e' la tomba di Augusto Daolio, il
cantante dei Nomadi scomparso dopo una breve fulminante malattia nell'ottobre del 1992.
Sono passati sei anni ma e' come fosse accaduto ieri.
La tomba e' contornata di oggetti, disegni, lapidi, fiori, una piccola normale tomba diventata una
specie di mausoleo pop.art grazie all'incredibile devozione dei fans che continuano ad arrivare
da tutta Italia e che lasciano un segno, un pensiero, un oggettino, qualsiasi cosa pur di
testimoniare in modo tangibile la devozione per il grande fratello maggiore Augusto.
Se qualcuno pensava che queste cose accadessero solo al Pere Lachaise di Parigi, dove c'e' la
tomba di Jim Morrison, o sui sepolcri di Elvis Presley e Jimi Hendrix, dovra' ricredersi.
Qui nel cuore dell'Emilia operosa e rocchettara vive un culto che non ha nulla a che inviadiare
ai miti stranieri.
Tutto, in questo luogo, parla di un grande amore, di un imponente popolo che all'ombra dei
media aveva scelto il suo eroe, combattivo, buono, italianissimo, un bravo compagno, che dopo
trent'anni di canzoni ancora "teneva botta", che non mollava, continuava a cantare di liberta' e
solidarieta'. Augusto viveva solo, con la madre.
Un immagine molto diversa da quella delle classiche rockstar, tutte mistero e trasgressione.
"Era proprio un bravo fijol" ci racconta una gentile vecchietta che si aggira per il cimitero e ci
accoglie contenta: "Mo che bravo, si e' ricordato di Augusto. Erano amici?"
No signora, purtroppo no, non eravamo amici, ma a percepire la devozione che aleggia qui
intorno c'e' da rimpiangerlo davvero.
Sulla pietra tombale c'e' di tutto: puffi, cartine, accendini, anelli.
Accanto c'e' un cipressino talmente pieno di cuori e altri souvenir da sembrare un alberello di
natale.
Qualche anima buona ha sistemato un paio di mobili in legno per sistemare un centinaio di
oggettini, cerchietti per capelli, anellini, bracciali, perfino una tessera da alpino.
Ci sono due aironi in metallo per ricordare l'impegno di Augusto in favore degli uccelli che li'
vicino avevano deciso di stabilirsi (e oggi grazie a lui vivono indisturbati in una bellissima riserva
ecologica), un pallone, disegni, fotografie, un bonsai con la dedica "da Lupo e la sua band".
Ma soprattutto colpiscono i messaggi.
Su un pezzo di legno "scolpito dalle acque del Po" il Fan Club di Carmagnola ha inciso la frase
"il fiume riporta quello che trova".
Sotto un dipinto su vetro c'e' scritto "Muore l'uomo, ma immortale e' il poeta le cui canzoni sono
il palpito del cuore del suo popolo".
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Augusto Daolio
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E ancora: "Sono qui ad applaudire il tuo silenzio", "Salutami le stelle", e poi ovviamente frasi di
canzoni, "Ma che film la vita, tutta una tirata tra gioie e il dolore" e una, citata piu' di tutte, "Io
vagabondo".
Era l'inno principale di questo invisibile popolo che aveva scelto Augusto come proprio idolo, un
popolo che continuava e continua tuttora a celebrare raduni che assomigliano a Woodstock,
tutti tra l'Emilia e il Veneto, raduni che durano ore e ore, nei quali un popolo di fedelissimo
ventola le bandiere rosse, ricorda una storia che sembrava in parte terminata, almeno nei luoghi
ufficiali del consumo della musica, ma che era continuata inalterata in questo lembo di terra che
GUCCINI ha chiamato "tra la via Emilia e il west", nell'orizzonte di questo "plat pays" che ha
scatenato la fantasia di un sacco di rocchettari (tra cui i famosi Vasco Rossi, Ligabue, i Nomadi
per l'appunto).
I fans scrivono dappertutto "sempre Nomadi".
E' la frase di riconoscimento, il codice di appartenenza a questo culto.
Ma non c'e' la febbre sciamanica e trasgressiva che circonda la tomba di Jim Morrison a Parigi,
ne' il rispetto un po' ingessato che avvolge i visitatori che arrivano a Graceland, dove per vedere
la tomba di Elvis bisogna superare un enorme supermercato e poi salire su un pulmino che
porta in fila gli ossequanti davanti al giardinetto sepolcrale.
Qui e' tutto aperto, nessuno ha niente da vendere, la gente viene spontaneamente grazie a un
tam tam che non si interrompe, e traspare una forma d'amore struggente, sincera, per una
figura d'artista rock tutto sommato insolita.
Augusto era pacato, ormai maturo, un bravo tipo che non proponeva eccessi, divismo fatuo e
narcisistico.
Tutt'altro. Augusto Daolio e i Nomadi cercavano solo di mantenere viva la memoria di una
identita' che nel paese si stava perdendo. Lo facevano continuando a cantare le canzoni di
GUCCINI con cui erano diventati famosi negli anni sessanta, e poi tutte le altre che hanno
scritto in seguito.
E i "nomadi" accorrevano da tutta Italia, da un'Italia sommersa e poco analizzata, per celebrare
il rito di quelli che non vogliono dimenticare.

 Nomadi sono un gruppo musicale pop rock italiano fondato nel 1963 dal tastierista Beppe Carletti, dal cantante Augusto Daolio e dal batterista Leonardo Manfredini.

La band, tuttora presente sulla scena musicale, ha pubblicato un totale di 55 album tra dischi in studio, dal vivo e raccolte varie lungo il corso dei suoi 47 anni di storia, divenendo una delle principali realtà della musica italiana.

Indice

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La musica e le idee [modifica]

Il messaggio che sin dagli inizi i Nomadi trasmettono è di denuncia e impegno sociale, mai troppo politicizzato. Questo messaggio è trasportato in giro per l'Italia in maniera capillare, anche nei paesi più piccoli, dato che i Nomadi sono sempre in viaggio, in un tour quasi permanente - in questo sembrano nomadi. Contano in media 130 concerti l'anno, ma negli anni ottanta hanno raggiunto la cifra di 220 concerti in un anno.

Il sound dei Nomadi è riconoscibile, semplice ed efficace, anche se alcuni arrangiamenti dei vecchi dischi tendono ad essere un po' ampollosi, come si usava negli anni sessanta.

Caratteristica dei loro concerti sono i messaggi, gli striscioni e i regali mandati dal pubblico sul palco e letti tra una canzone e l'altra, con un continuo scambio tra "popolo nomade" e il gruppo stesso. Sempre segno di questo rapporto sono i cori che in taluni casi possono esser ripresi durante il live anche 4-5 volte.

Storia del gruppo [modifica]

Gli esordi [modifica]

1961-1965 [modifica]

Nel 1961 il tastierista Beppe Carletti fonda insieme al bassista Antonino Campari e al batterista Leonardo Manfredini il gruppo musicale de "I Monelli". L'anno seguente Carletti conosce Franco Midili, un chitarrista di Novellara che si unisce al nucleo dei Monelli. Nello stesso periodo viene completato l'organico con l'arrivo del sassofonista Gualberto Gelmini. Nel 1963 Midili presenta a Beppe Carletti il cantante Augusto Daolio che viene inserito subito come voce del gruppo. Sempre nel 1963 i Nomadi vennero scritturati dal Frankfurt Bar di Riccione. Dopo poche esibizioni Franco Midili dovette lasciare il gruppo per adempiere al servizio di leva, seguito poi nel 1964 da Manfredini che lasciò la band a causa della scomparsa dei genitori.

In quell'anno il nome Monelli viene modificato in "I Sei Nomadi" per poi diventare successivamente nel 1964 "I Nomadi", in seguito all'abbandono di Gelmini e Campari e all'ingresso del bassista Gianni Coron e del batterista Gabriele Coppellini.

I Nomadi esordiscono in uno dei periodi più fervidi del panorama musicale italiano, gli anni sessanta; in quegli anni nascevano e scomparivano decine di gruppi, accomunati dall'atmosfera del dopo-boom che scopriva un'Italia arricchita economicamente, ma allo stesso tempo impoverita socialmente, nella quale i giovani iniziavano a sentirsi strozzati da un sociale ancora intriso di convenzioni antiquate.

I Nomadi di Augusto Daolio [modifica]

1965-1969 [modifica]

Nel 1965 i Nomadi pubblicano il loro primo 45 giri, contenente le canzoni Donna, la prima donna (cover dell'omonimo brano di Dion & The Belmonts, con testo di Mogol) e Giorni tristi (composta dai Nomadi, ma firmata Mozzarini - Verona). La distribuzione del disco viene effettuata a singhiozzo e limitatamente al solo nord Italia; il disco vende pochissime copie, ma ciò non impedisce al complesso di entrare nuovamente in sala d'incisione.

Nel 1966 il gruppo riscuote il suo primo successo con la canzone Come potete giudicar, cover di The Revolution Kind di Sonny Bono, inno al beat, narrante di capelloni e benpensanti, che partecipa al Cantagiro 1966. Sulla scia di questo successo, Odoardo "Dodo" Veroli, produttore della band, affida il gruppo ad un giovane ed ancora sconosciuto autore, Francesco Guccini, che avrebbe regalato al gruppo alcuni dei maggiori successi della loro lunghissima carriera come Noi non ci saremo[1], Dio è morto, Per fare un uomo e Canzone per un'amica. Dalla collaborazione con questo autore nasce sempre in quello stesso anno il 45 giri Noi non ci saremo/Un riparo per noi. Mogol presentò un giorno ai Nomadi un giovane Lucio Battisti, chiedendo loro di incidere la canzone Non è Francesca, ma essi avevano già deciso di rendersi interpreti di Guccini e non se ne fece nulla.

I Nomadi durante un'esibizione al Cantagiro del 1967

Frutto della collaborazione con Guccini è anche il primo LP del gruppo, pubblicato nel 1967 con titolo Per quando noi non ci saremo. All'interno del disco è la traccia Dio è morto quella che più desta scalpore. Subito censurato dalla RAI per i suoi contenuti, il brano viene tranquillamente trasmesso da Radio Vaticana che ne capisce il senso e ne autorizza la riproduzione. Nello stesso anno esce anche il 45 giri Un figlio dei fiori non pensa al domani versione italiana del pezzo "Death of a clown" di Dave Davies (Kinks).

È del 1968 il 45 giri intitolato Ho difeso il mio amore (cover di Nights in White Satin dei Moody Blues, precedentemente realizzata dai Profeti), contenente sul retro il brano scritto da Guccini In morte di S.F. che sarebbe stato successivamente intitolato Canzone per un'amica. I Nomadi pubblicano anche il 45 giri Il nome di lei, contenente sul retro Per quando è tardi, e l'LP I Nomadi, disco che raccoglie i brani proposti sui precedenti 45 giri, alcune cover e nuove composizioni di Guccini.

Nel 1969 Bila Coppellini abbandona il gruppo per dedicarsi alla fotografia e viene sostituito da Paolo Lancellotti.

1970-1979 [modifica]

L'anno seguente (1970) anche Gianni Coron abbandona la band, venendo rimpiazzato da Umberto Maggi. Nello stesso anno escono i 45 giri Io non sono io, contenente sul retro Un pugno di sabbia, brano che al concorso Un disco per l'estate, porta i Nomadi fino al quarto posto finale, ed Ala bianca, contenente sul retro Mille e una sera, divenuta subito popolare essendo la sigla dell'omonima trasmissione televisiva in onda il sabato sera sul Secondo Programma, dedicata ai cartoni animati di tutto il mondo.

Il 1971 è l'anno della prima partecipazione del gruppo al Festival di Sanremo insieme a Mal con il brano Non dimenticarti di me, pubblicato su singolo con abbinato al retro Tutto passa. Sempre nel 1971 vengono pubblicati i 45 giri So che mi perdonerai (finalista ad Un disco per l'estate 1971) e Suoni, il 33 giri Mille e una sera e la musicassetta So che mi perdonerai, riepilogativi degli ultimi tre anni di attività.

Nel 1972 Franco Midili lascia i Nomadi e viene temporaneamente sostituito da Amos Amaranti, musicista che rimane nel gruppo per appena nove mesi, ma in tempo per godere del successo del 45 giri Io vagabondo (finalista ad Un disco per l'estate 1972), che vende un milione di copie. Al successo del singolo si accompagna la pubblicazione della raccolta Io vagabondo, ancora una volta edita solo su musicassetta, e il 45 giri Quanti Anni Ho? contenente sul retro il brano Oceano.

Nel 1973 Franco Midili ritorna nei Nomadi, mentre Augusto Daolio si dedica ad una fugace esperienza solista: sulla falsariga di Beppe Carletti, che l'anno prima aveva realizzato il singolo 20.000 leghe sotto lo pseudonimo di Capitan Nemo, Daolio canta Una ragazza come tante, brano facente parte della colonna sonora del film La ragazza di via Condotti. Nello stesso periodo i Nomadi partono per un viaggio negli Stati Uniti, dove tengono sei concerti a Boston, Filadelfia, New York e Albany. Successivamente il gruppo partecipa ad Un disco per l'estate 1973 con Un giorno insieme, 45 giri comprendente sul lato B l'inedita Crescerai, e l'omonimo 33 giri contenente brani celebri come Stagioni (cover di Seasons di Elton John) e Abbi cura di te. Sempre nel corso del 1973, la EMI pubblica il 33 giri I Nomadi cantano Guccini come summa dei pezzi di Francesco Guccini fino ad allora incisi dai Nomadi. Il 45 giri Mamma giustizia è colonna sonora del film No, il caso è felicemente risolto mentre l'ultimo 45 giri per quell'anno, Voglio ridere, sigla di coda del famosissimo quiz televisivo Rischiatutto condotto da Mike Bongiorno, presenta sul retro il brano Ieri sera sognavo di te.

Nel 1974 Franco Midili abbandona definitivamente i Nomadi; al suo posto viene contattato l'irlandese Christopher Patrick Dennis, tastierista e poi chitarrista e violinista. Francesco Guccini, ormai diventato famoso come cantautore, è omaggiato dalla band con il nuovo album I Nomadi interpretano Guccini, realizzato in versione quadrifonica in Inghilterra; la raccolta Canzoni d'oltremanica e d'oltreoceano contenente tutte le cover interpretate dai Nomadi a partir dagli anni sessanta e la musicassetta Tutto a posto comprendente tre inediti vanno a completare le pubblicazioni di quell'anno. Con il singolo Tutto a posto, i Nomadi partecipano ad Un disco per l'estate 1974, ottenendo un buon piazzamento nella serata finale di Saint Vincent.

Il 1975 vede l'uscita dell'album Gordon, primo disco a non contenere cover, ma solamente brani inediti che la critica considererà psichedelico. Tra i brani compaiono Il destino, Immagini e l'omonima Gordon. A Roma dove si trovano per una trasmissione radiofonica ai Nomadi viene rubato il camion con la strumentazione tanto che in alcuni concerti successivi gli strumenti usati per le esibizioni dal vivo sono presi a noleggio. Per il sesto anno consecutivo, sono a Saint Vincent, finalisti della manifestazione Un disco per l'estate 1975 con Senza discutere.

Nel 1977 i Nomadi decidono di dar spazio a nuovi autori, perlopiù giovani e sconosciuti; esce l'album Noi ci saremo, diviso in due parti parallele: La foresta, in riferimento alla società, e L'albero, in riferimento all'uomo come individuo.

È invece del 1978 l'album Naracauli, sei canzoni blues-rock. Tra le tracce è da ricordare, oltre a Naracauli, l'appassionante e terribile Joe Mitraglia.

Nel 1979 in seguito ad un nuovo incontro con Francesco Guccini e sull'onda dell'analoga esperienza tra Premiata Forneria Marconi e Fabrizio De André, esce l'album live Album concerto, cui avrebbe dovuto far seguito un tour vero e proprio. A causa di alcuni dissapori con l'entourage del cantautore il progetto naufraga, e le date utilizzate per la registrazione del live restano così un unicum nelle carriere di Nomadi e Guccini.

1980-1989 [modifica]

Immagine dei Nomadi negli anni ottanta

Nel 1980 avviene la rescissione consensuale del contratto con la EMI che li avrebbe portati a firmare nell'anno successivo con la Compagnia Generale del Disco. Esce così l'album Sempre Nomadi, da questo momento motto del popolo nomade; oltre a sei pezzi inediti ci sono anche tre brani live registrati alla Festa dell'Unità di Milano.

Nel 1982 Beppe, Umbi e Paolo rimangono coinvolti in un incidente stradale: i Nomadi sono costretti a sospendere l'attività live per sei mesi. Esce l'album Ancora una volta con sentimento dopo il quale viene rescisso il contratto anche con la CGD, rimanendo quindi privi di casa discografica. In quest'anno ritornano sul palco per una breve tournée in Belgio spostandosi in treno.

Nel 1983 i Nomadi tennero, a Modena, un concerto per festeggiare il ventennale dell'attività del gruppo. Il concerto, a cui parteciparono, come ospiti, anche Francesco Guccini e Franco Ceccarelli (chitarrista e cantante dell'Equipe 84) fu registrato da delle telecamere, ma il video fu pubblicato solo nel 2003, in edizione limitata, in occasione dei quarant'anni del gruppo.

Il 21 giugno 1984 i Nomadi parteciparono a Bologna al concerto in cui Francesco Guccini, insieme all'Equipe 84, Lucio Dalla, Paolo Conte, Giorgio Gaber, Deborah Cooperman, festeggiava i 20 anni di carriera. Nell'occasione i Nomadi conobbero il giornalista musicale Red Ronnie. Il bassista Umbi Maggi abbandonò il gruppo per i postumi dovuti all'incidente di due anni prima; al suo posto entrò il giovane Dante Pergreffi.

Nel 1985 Augusto si candidò al comune di Reggio Emilia in una lista indipendente legata al PCI. I Nomadi, senza nessuna casa discografica, autoprodussero l'album Ci penserà poi il computer.

Nel 1986 produssero l'album Quando viene sera, ancora una volta sotto l'etichetta Nomadi; nell'anno successivo sarebbe uscito un doppio live, dal titolo Nomadi in concerto , accompagnato da un sottotitolo in inglese Like a sea never dies (Come un mare che non muore mai).

Nel 1988 uscì l'album Ancora Nomadi, nuovamente diviso in due: la prima parte di inediti e la seconda rigorosamente live. In un concerto a Firenze incontrarono gli Inti-Illimani, con cui sarebbe nata un'amicizia duratura e alcune collaborazioni.

Nel 1989 peggiorò il clima del gruppo. Cominciarono le prove per il nuovo disco, e come copertina si propose una foto di Augusto, ciò scatenò l'ira di Lancellotti e Dennis. Si arrivò a vie legali: da una parte Beppe e Augusto, dall'altra Dennis e Lancellotti.

1990-1992 [modifica]

Il 22 giugno 1990 Dennis e Lancellotti si decisero a cedere le loro quote del gruppo. Nella scrittura privata c’è scritto, i sigg.Lancellotti e Dennis potranno proseguire la loro attività musicale pur senza fregiarsi del marchio “I NOMADI”. Nel 1992 sarebbero tornati a suonare insieme come Sempre Noi. I Nomadi rimasero così in tre: Beppe, Augusto e Dante. Entrarono nel gruppo Daniele Campani alla batteria e Cico Falzone alle chitarre. Il 1º luglio la nuova formazione si esibì per la prima volta; i nuovi componenti impararono le canzoni in solo otto giorni.

In quell'autunno si recarono a Praga per suonare a Freedom, meeting per l'amicizia dei popoli insieme a Richie Havens, Joe Cocker, Billy Preston, Edoardo Bennato, Angelo Branduardi e Fabio Concato. Ai Nomadi toccò l'apertura con Primavera di Praga (traccia dedicata a Jan Palach)[2], nella chiusura tutti gli artisti insieme cantarono Freedom di Richie Havens.

Uscì il nuovo album Solo Nomadi, di nuovo sotto etichetta CGD, con la foto della discordia in copertina. Tra i brani comparvero Salvador (traccia dedicata a Salvador Allende)[3], I gatti randagi, Mercanti e servi.

Nel 1991 incisero l'album Gente come noi, disco che contenne tra le altre Gli aironi neri, Ma che film la vita, C'è un re, Ma noi no!, Uno come noi (traccia dedicata alla Protesta di Piazza Tien an men nel giugno 1989)[4], Ricordati di Chico (brano dedicato al sindacalista brasiliano Chico Mendes)[5]. Girarono il loro primo video: Gli aironi neri. Parteciparono alla Marcia per la Pace tra i popoli Perugia-Assisi che si concluse con un loro concerto e alla Carovana della Pace, insieme anche ai Litfiba, da Trieste a Sarajevo dove i Nomadi suonarono in un concerto.

Il 1992 fu un anno tragico per i Nomadi. In gennaio si scoprì che Augusto era stato colpito da un male incurabile e per un po' sospesero l'attività dal vivo. Il 14 maggio Dante Pergreffi morì in un incidente stradale sulla strada da cui transitava ogni giorno per tornare a casa.

I Nomadi rimasero in quattro: Canzone per un'amica viene da allora costantemente suonata in ricordo di Dante. Al basso arrivò Elisa Minari, diciannovenne, unica ragazza ad aver mai fatto parte del gruppo. Intanto, dall'8 al 10 luglio, I Nomadi sono ad Agrigento per la fase finale del Canzoniere dell'estate, festival radiotelevisivo organizzato da Adriano Aragozzini. E in questa occasione, vedremo per l'ultima volta in TV Augusto che canta insieme ai compagni la canzone in gara Ma noi no. Subito dopo vennero sospese la tournée e la partecipazione al Cantagiro a causa del peggioramento delle condizioni di salute di Augusto, che sarebbe morto il 7 ottobre, all'età di 45 anni, dopo una straziante malattia.

Uscì il live Ma che film la vita ( quattro dischi di platino) che racchiude le ultime performances dei Nomadi con Augusto e che in 15 giorni vendette 104.000 copie. All'interno trovano spazio frasi, pensieri, ricordi dei fans dedicati a lui.

Si pensava che, a questo punto, l'esperienza dei Nomadi fosse finita, ma Beppe, ultimo membro fondatore della band, grazie all'incoraggiamento dei fan decise che la cosa migliore sarebbe stata continuare e andare avanti per onorare al meglio la memoria di Augusto e Dante.

Il post-Augusto: il viaggio continua [modifica]

1993-1997 [modifica]

Nel 1993 a Beppe, Daniele, Cico ed Elisa si aggiungono due nuovi cantanti: Danilo Sacco (voce e chitarra) e Francesco Gualerzi (voce, strumenti a fiato e chitarra).

Beppe decide di spartire l'eredità di Augusto tra due cantanti, in modo da evitare facili confronti, ma Francesco Gualerzi si ammala proprio alla vigilia del debutto della nuova formazione e per un breve periodo Danilo rimane unico cantante, lasciando cantare alcune canzoni solo al pubblico.

Nello stesso anno escono l'album di inediti cantati da Augusto Contro e, per festeggiare i 30 anni di fondazione della band, la biografia ufficiale dei Nomadi Il suono delle idee..1963-1993 ad opera di Davide Carletti, figlio di Beppe, edito dall’Arcana Editrice.

Inoltre, si tengono a Novellara nel mese di giugno ben tre concerti, i cui estratti verranno in seguito pubblicati nel video "Il viaggio continua". Invitati dagli Inti-Illimani i Nomadi partono alla volta del Cile per suonare in occasione della Fiesta de la solidarietà. Nella tourneé cilena includono nel repertorio Te recuerdo Amanda di Víctor Jara.

Ha inizio la fase dei viaggi di solidarietà dei Nomadi.

Nel 1994 pubblicano La settima onda, primo album senza Augusto, a cui partecipano gli Inti-Illimani nella canzone In favelas. Viene inoltre lanciata una campagna per Cuba interamente dedicata alla raccolta di materiale didattico da inviare ai bambini cubani a causa dell’embargo statunitense che opprimeva economicamente l’isola dei Caraibi. Il materiale reperito viene portato a Cuba dai Nomadi. Al loro repertorio classico s'aggiunge Hasta Siempre di Carlos Puebla, dedicata a Ernesto Che Guevara. Incontrano il Dalai Lama, premio Nobel per la Pace, in visita in Italia, in una sua tappa a Bologna.

Nel 1995 esce il disco Tributo ad Augusto con canzoni dei Nomadi interpretate da CSI, Luciano Ligabue, Modena City Ramblers, Enrico Ruggeri, Gianna Nannini e Timoria, Gang, Teresa De Sio, Alice, piccolo coro dell'Antoniano. Su invito del Dalai Lama i Nomadi si recano in India, dove portano una parte dei proventi dell'album. Dall'esperienza in Tibet nasce l'album Lungo le vie del vento.

Nel 1996 in seguito ad un nuovo viaggio a Cuba è la volta del disco Quando ci sarai, ultimo con alla produzione Dodo Veroli, per più di 30 anni a fianco di Carletti e soci. Vengono coinvolti in alcuni degli arrangiamenti presenti nell’album gli studenti della Scuola Nazionale di Musica di Cuba e il videoclip del brano Quando ci sarai è tutto made in Cuba, dal direttore della fotografia all’intera troupe.

Nel 1997 pubblicano il doppio live Le strade, gli amici, il concerto in cui spiccano le collaborazioni musicali con gli spagnoli Celtas Cortos in 20 de Abril e con il gruppo bretone di cornamuse Bagad Quimperle Bretagne in C'è un re[6], Bianchi e Neri[7] e Contro[8] e con Andrea Pozzoli, che suona l’arpa celtica in Hasta Siempre, Ophelia, Il vecchio e il bambino e Uno come noi, e che avrebbe fatto parte dei Nomadi come turnista nell'anno successivo. L'utilizzo delle cornamuse, del flauto e del violino dei Celtas Cortos e dell'arpa di Andrea Pozzoli, conferisce all'album sonorità folk rock, decisamente nuove per i Nomadi.

Il 20 settembre, durante il concerto di Assisi (PG), in occasione del II° Festival per la pace, viene consegnato al gruppo il premio Artisti per la Pace 1997. Insieme a Lorenzo Cherubini alias Jovanotti compiono un viaggio in Chiapas tenendo due concerti, uno a Città del Messico, l’altro a Milpa Alta.

A fine anno Elisa e Francesco decidono di lasciare il gruppo per motivi personali.

I Nomadi di Danilo Sacco [modifica]

1998-2007 [modifica]

Nel 1998 arrivano Massimo Vecchi, basso e voce e, come polistrumentista, Andrea Pozzoli. Esce Una storia da raccontare, cd tutto di brani inediti: Le leggende di un popolo è frutto dell’esperienza del viaggio nella riserva indiana di Rosebud nel Sud Dakota e dell’amicizia nata con il popolo Lakota, in particolare con Duane Hollow Horn Bear, guida spirituale dei Lakota. Andrea Pozzoli saluta il gruppo dopo circa sei mesi e così si unisce alla famiglia nomade Sergio Reggioli, violino, percussioni, chitarre e tin whistle.

Nel 1999 intraprendono un viaggio in Albania grazie all'associazione Rock No War; visitano alcuni campi profughi e si esibiscono in due concerti insieme a Paolo Belli, uno ad Elbasan ed uno a Tirana. Esce la raccolta di vecchi brani riarrangiati dalla nuova formazione per l'occasione e intitolata SOS con rabbia e con amore; per la prima volta compare il violino elettrico di Sergio Reggioli. Chicca del nuovo cd è la versione in studio de L'Atomica di Francesco Guccini mai incisa in studio prima di allora dalla band. Nel libretto del disco c'è poi un'approfondita cronologia dei viaggi di solidarietà intrapresi dai Nomadi nel corso degli anni passati.

Nel 2000 incidono il singolo No vale la pena insieme agli amici del Duo Trinitario di Cuba e il nuovo cd Liberi di volare contenente 10 canzoni inedite. Alla produzione, come per il precedente Una storia da raccontare, c'è Beppe Carletti.

Nel 2001 i Nomadi promuovono un'iniziativa per i bambini vittime delle mine antiuomo in Cambogia. È però la fine dei viaggi fatti da tutto il gruppo insieme; da ora in avanti sarebbe stato Carletti l'unico a continuare a viaggiare per vedere realizzate le opere di solidarietà portate avanti dal gruppo, grazie alla collaborazione dei fan club sparsi in tutta Italia.

Nel 2002 lanciano un'iniziativa contro lo sfruttamento della prostituzione minorile in Indocina. In seguito ad un viaggio di Beppe in Cambogia, Vietnam e Thailandia sarebbe nata la collaborazione con May, una cantante thailandese. Preceduto dal singolo Sangue al cuore esce il disco Amore che prendi amore che dai contenente 10 canzoni inedite e, per la prima volta in carriera, numero uno in classifica.

Nel 2003 i Nomadi compiono 40 anni. Festeggiano con la raccolta Nomadi 40 che raccoglie 32 successi più 2 inediti, tre giorni di concerti (il 13, il 14 e il 15 giugno sono a Riccione laddove avevano cominciato a suonare al Frankfurt Bar nel 1963) e relativo tour.

Nel 2004 vengono premiati con un altro doppio disco di platino ottenuto dalla Platinum Collection edita dalla EMI, loro vecchia casa discografica. Il 29 ottobre esce il nuovo cd Corpo estraneo con 11 inediti distribuito dall' Atlantic Records. È di questo periodo la collaborazione con la cantante Ivana Spagna con cui Danilo Sacco incide il brano Dove nasce il sole, scritto dalla cantante veronese e arrangiato dal fratello Theo.

Nel 2005 Beppe Carletti è nominato Cavaliere della Repubblica da Carlo Azeglio Ciampi. A marzo tengono un concerto a Cesena per raccogliere fondi da utilizzare per la costruzione di un Centro Medico a Meulaboh / Sumatra (Indonesia) devastata dallo tsunami del 26 dicembre 2004. Ennesimo tour italiano.

Nel gennaio 2006 Beppe si reca a Meulabho per vedere il termine lavori della costruzione del Centro Medico realizzato in collaborazione con Ecpat, Rock no War, Croce Verde di Reggio Emilia. I Nomadi partecipano, dopo essersi inutilmente proposti negli anni precedenti, al 56° Festival di Sanremo, con il brano Dove si va risultando secondi classificati nella classifica finale del Festival. Vincitori, inoltre, nella categoria "gruppi", riceveno anche il premio sala stampa radio e tv; nella seconda serata duetta con loro Roberto Vecchioni. Contemporaneamente alla partecipazione è pubblicato il loro nuovo album di inediti Con me o contro di me seguito dal relativo tour.

Nel frattempo sono immessi sul mercato discografico in versione rimasterizzata tutti gli album del periodo EMI usciti tra 1967 e 1979. Durante il tour 2007 ribattezzato Una Storia Italiana, il 30 giugno aprono a San Siro il concerto di Biagio Antonacci su invito dello stesso cantante milanese.

Il 14 settembre è la volta del nuovo singolo Ci vuole un senso che precede il doppio album Nomadi & Omnia Symphony Orchestra live 2007 uscito in data 12 ottobre e registrato in due concerti a Brescia il 6 aprile e 7 aprile 2007 insieme alla Omnia Symphony Orchestra) diretta dal maestro Bruno Santori, che è stato anche l'orchestratore del disco.

Il popolo nomade ha di che gioire perché in contemporanea esce pure l'omonimo dvd dell'evento che balza dopo una settimana dall'uscita al primo posto nelle classifiche di vendita. Il dvd esce in due formati: sia in abbinamento al doppio cd con uno speciale packaging sia su supporto autonomo. A novembre parte il tour teatrale.

2008-oggi [modifica]

I Nomadi a Torino nel settembre 2008

A marzo 2008 i Nomadi vengono chiamati da Gianluca Grignani a duettare in occasione del 58º Festival di Sanremo con il brano Cammina nel sole.

A Folgaria, il 21 e 22 giugno si sono tenuti due grandi concerti per festeggiare il "45º Compleanno dei Nomadi" con la Omnia Symphony Orchestra diretta dal maestro Bruno Santori.

Il 3 aprile 2009 esce il nuovo album di 11 inediti dal titolo "Allo Specchio" che viene presentato in tre date del loro tour: il 6 aprile al Teatro "Ventaglio Smeraldo" di Milano, il 7 aprile al Teatro "Tendastrisce" di Roma e il 19 aprile al Teatro "Saschall" di Firenze. L'album è preceduto dal singolo Lo specchio ti riflette, uscito il 20 marzo, nel quale il gruppo duetta con Jarabe De Palo.

Il 22 maggio Danilo Sacco viene ricoverato all' ospedale di Asti dove subisce un intervento di angioplastica primaria. Il tour dei Nomadi viene interrotto fino al 1º luglio, quando i concerti vengono ripresi senza di lui; le canzoni sono cantate da Massimo Vecchi, Sergio Reggioli, Cico Falzone e dai coristi che avevano preso parte alla registrazione dell'album Allo specchio.

Il 19 agosto appare in Internet un'intervista, firmata dal giornalista musicale Massimo Cotto, in cui Danilo Sacco dichiara la sua intenzione a non tornare a fare parte del gruppo, maturata nei momenti di riflessione seguiti agli interventi subiti, e dalla quale sembrano trapelare alcuni screzi fra i componenti del gruppo.

Il 22 agosto Danilo torna sul palco nell'appuntamento di Castagnole delle Lanze facendo un inaspettato quanto scherzoso ingresso da pugile e cantando per un'ora circa. Nella stessa occasione dichiara di essere pronto a ripartire con la band e di poter tornare ai massimi livelli entro il 2010, più precisamente entro la data del concerto di Novellara che ogni anno si tiene in febbraio a ridosso dei giorni di quello che sarebbe stato il compleanno di Augusto Daolio.

Il 24 agosto arriva la conferma da parte di Beppe Carletti e di Danilo che il cantante non lascerà il gruppo.

Il 13 novembre, a Montepulciano, parte il tour teatrale, dove vengono riprese canzoni che non venivano eseguite da tempo, come Un figlio dei fiori non pensa al domani, Isola ideale, Gordon, Domani, Il profumo del mare, Un po' di me.

I Nomadi hanno accompagnato al 60° Festival di Sanremo del 2010 la cantante Irene Fornaciari con la canzone, scritta da Zucchero Fornaciari, Il mondo piange; il pezzo è giunto fra i 10 finalisti della kermesse canora.

Dal 19 giugno è possibile acquistare, presso i concerti dei Nomadi, il filmato del concerto che gli stessi tennero nel 1979 con Guccini, che all'epoca fu ripreso e trasmesso dalla RAI e che in seguito non fu più disponibile, divenendo una rarità molto cercata dai fans, dato che le registrazioni reperibili erano molto poche e piuttosto rovinate.

Il 7 agosto Danilo Sacco viene ricoverato in ospedale per essere operato d'urgenza d'appendicite; il tour viene sospeso per qualche giorno per dare al cantante il tempo di rimettersi. Nei giorni successivi, si tengono alcuni concerti senza Danilo, con Irene Fornaciari e Martino Corti come special guest.

Il 1º ottobre viene pubblicato il singolo Hey Man, che precede il nuovo album Raccontiraccolti (pubblicato martedì 26 ottobre), 11 cover di grandi artisti italiani riarrangiati e reinterpretati dai Nomadi e un brano “Due re senza corona” caro ai Nomadi.

A novembre inizierà il nuovo tour che li vedrà impegnati il 16 novembre a Firenze, il 18 a Roma e il 20 a Torino.

Formazione [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Formazione dei Nomadi.

Discografia [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Discografia dei Nomadi.

La discografia dei Nomadi è molto vasta ed ha inizio nel 1965 con l'uscita del 45 giri Donna la prima donna, seguita dall'uscita di uno o due dischi all'anno negli anni successivi. Sono presenti anche diverse Raccolte curate dalla EMI, Singoli e Tributi.

Videografia [modifica]

La videografia dei Nomadi è molto ricca e ripercorre la longeva storia del gruppo:

  • 1992 - Gente come noi (VHS, DVD)
  • 1993 - Nomadi in Concerto – Live 1989 (DVD, VHS)
  • 1993 - Il suono delle idee... 1963-1993 (VHS)
  • 1994 - Il viaggio continua (DVD, VHS)
  • 1994 - La settima onda (VHS)
  • 1995 - Augusto Daolio: Musicista, Poeta, Pittore (DVD, VHS)
  • 1995 - Lungo le vie del vento + Esperienze di viaggio (2 VHS)
  • 1997 - Le strade, gli amici, il concerto (2 VHS)
  • 1998 - Una storia da raccontare (VHS)
  • 1999 - S.O.S. con rabbia e con amore (VHS)
  • 2000 - Liberi di volare (VHS)
  • 2003 - Nomadi festa del ventennale Reggio Emilia 1983 live (DVD, VHS)
  • 2003 - Nomadi 40 (2 DVD, 2 VHS)
  • 2007 - Nomadi & Omnia Symphony Orchestra (DVD)
  • 2010 - Album Concerto 1979 - 2009 Francesco Guccini e Augusto Daolio. I Nomadi (DVD)

In parallelo alla videografia ufficiale sono presenti numerosissime registrazioni di concerti, ben custodite dai fan, comprese le versioni integrali di quelle in essa contenute.

Cover band [modifica]

Il gruppo musicale ha fatto nascere il fenomeno delle cover band,[senza fonte] sparse in tutta Italia, alcune riconosciute dagli stessi Nomadi, e definite DOC, od anche Official Tribute Band (tali band hanno suonato all'interno di eventi presenziati dagli stessi Nomadi) che suonano nei loro concerti sia i brani storici, sia quelli meno famosi.

Curiosità [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Noi non ci saremo
  2. ^ Primavera di Praga
  3. ^ Salvador
  4. ^ Uno come noi
  5. ^ Ricordati di Chico
  6. ^ C’è un re
  7. ^ Bianchi e neri
  8. ^ Contro

Bibliografia [modifica]

  • Davide Carletti - I Nomadi Il suono delle idee 1963-1993, Arcana Editrice 1994
  • Fausto Pirito - In viaggio con i Nomadi, Giunti Editore 2000
  • Beppe Carletti, Massimo Cotto - Sempre Nomadi, Sperling & Kupfer Editori 2002
  • Antonio Accardo, Danilo Sacco - Nomadi Coi piedi a terra e gli occhi al cielo, Collana AminoaCiDi 2003
  • Beppe Carletti, Massimo Cotto - Nomadi, Augusto ed altre storie, Mondadori 2004
  • Ricky Tricomi - Noi popolo nomade, 2004
  • Antonio Ranalli - Nomadi 1965-2005 canzoni senza patria e senza tempo, Editori Riuniti 2005
  • Loredana Dova, Giuseppe Masengo, Pierangelo Vacchetto - Un orizzonte un po' più in là Storie di amicizia, solidarietà, canzoni, Editrice il tipografo 2006
  • Massimo Cotto, Nomadi - Dove si va, Aliberti editore 2006
  • Autori Vari (a cura di Enrico Deregibus), Dizionario completo della canzone italiana, Giunti editore (2006)
  • Massimo Masini, Carlo Savigni - Nomadi, l'inizio del viaggio, Mediane 2007
  • Enzo Mottola " Bang Bang! il Beat Italiano a colpi di chitarra" Bastogi Editrice Italiana,2008

Voci correlate [modifica]

una notizia che oltre a spezzarmi il cuore.....speravo di leggerla il piu tardi possibile.....ciaoooo AUGUSTO:-(

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Corriere della Sera

stroncato da un cancro ai polmoni, aveva 45 anni: la sua band stava vivendo una 2a giovinezza

addio Augusto, voce della liberta'

morto Daolio, il generoso leader dei Nomadi: aveva cantato gli inni del Sessantotto. Guccini: " parole allora rischiose, oggi necessarie " . Arbore: " fu una bandiera dei beat " . testo canzone " Dio e' morto "

 

------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ Stroncato da un cancro ai polmoni, aveva 45 anni: la sua band stava vivendo una seconda giovinezza TITOLO: Addio Augusto, voce della liberta' QUANDO CANTAVA "DIO E' MORTO" Scompare Daolio, il generoso leader dei Nomadi: aveva cantato gli inni del Sessantotto Guccini: "Parole allora rischiose, oggi necessarie". Arbore: "Fu una bandiera dei beat" - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - REGGIO EMILIA . E morto ieri nella sua casa di Novellara (Reggio Emilia) dov' era nato 45 anni fa, Augusto Daolio, cantante e leader dei Nomadi, uno dei gruppi storici del movimento beat in Italia. Aveva un cancro ai polmoni. I funerali si svolgono oggi nel suo paese natale alle 18. "Era tanto malato da non reggersi piu' in piedi eppure continuava ad amare la vita e la gente come pochi sanno fare". Beppe Carletti, tastierista, uno dei fondatori dei Nomadi, ha la voce rotta dal dolore. Per trent' anni e' stato il braccio destro di Augusto Daolio. E ora non puo' che piangere. Gli e' restato vicino fino all' ultimo: "Fino a venerdi' scorso chiacchierava, cercava di tenersi su, faceva finta di non accorgersi che il suo tempo era ormai agli sgoccioli. Poi l' altra sera e' improvvisamente peggiorato: non riusciva piu' a parlare e sembrava che non riconoscesse piu' . S' e' addormentato e non s' e' piu' svegliato". Augusto era amatissimo dai suoi compagni di gruppo, dai tecnici, dai discografici e da migliaia di fan: quelli, piu' o meno suoi coetanei, che ne avevano seguito la carriera artistica passo dopo passo dal ' 63, condividendone gli appassionati ideali sociali e politici di sinistra, e quelli giovanissimi che hanno scoperto lui e i suoi Nomadi all' alba degli anni 90 con l' uscita di "Gente come noi" e di "Ma noi no" in cui sono riproposte canzoni.inni della generazione dei contestatori come "Dio e' morto", "Noi non ci saremo", "Come potete giudicare", "Io vagabondo che non sono altro". "La gente amava Augusto e Augusto adorava stare in mezzo alla gente . riprende Carletti .. Ecco perche' abbiamo deciso con la collaborazione del Comune di Novellara di allestire una camera ardente nel foyer del teatro cittadino". La parola a Maurizio Dinelli, manager da otto anni dei Nomadi: "Che anno incredibilmente tragico per il gruppo: in maggio e' morto in un incidente stradale Dante Pergreffi, che dal 1984 aveva sostituito alla batteria Umberto Maggi, e ora se ne e' andato Augusto. Terribile: proprio mentre il lavoro stava andando a gonfie vele...". Nonostante la malattia di Daolio, i Nomadi lavoravano come dei matti in giro per piazze, palazzetti e Feste dell' Unita' : "In primavera e in estate abbiamo fatto una sessantina di concerti. Augusto, che oltre a essersi ammalato aveva anche avuto il dolore in gennaio di perdere la mamma con cui viveva, diceva sempre: "Salire a cantare sul palco e' l' unica medicina buona per curarmi questa maledetta bronchite". Ma il 20 agosto decidemmo di annullare i successivi impegni: Augusto non ce la poteva fare piu' . Cosa faranno ora i Nomadi? Chissa' , ma in cantiere c' e' un libro che raccogliera' tutti i testi delle canzoni". Venticinque anni fa Francesco Guccini scrisse "Dio e' morto", cavallo di battaglia dei Nomadi di Daolio dal ' 67. Come anche di "Per fare un uomo", "Canzone per un' amica" e "Il vecchio e il bambino". Al telefono da Bologna il piu' colto e impegnato dei nostri cantautori assicura: "Ci voleva un bel coraggio allora a cantare canzoni come "Dio e' morto" che infatti incorse nei rigori della censura cattolica. Ricordo che quando la scrissi la feci ascoltare ai Nomadi e agli amici della Equipe 84. Augusto se ne innamoro' immediatamente e la fece sua. Credeva profondamente nei versi di quella canzone e ci continuava a credere ancora oggi. Di questi tempi proporla non e' piu' rischioso. E diventata una necessita' ". La memoria di Guccini corre indietro nel tempo: al 1979 quando realizzarono insieme un album dal vivo. "Lavoravamo e Augusto durante le pause si divertiva a intagliare il legno, si portava appresso coltellini e sgorbie e seminava trucioli e sagatura un po' ovunque. Ero incantato dalla sua abilita' , gli confessai che mi sarebbe piaciuto provare a fare lo stesso e lui mi regalo' un "set" di strumenti adatti". Guccini definisce Daolio "uno dei personaggi piu' importanti della canzone italiana negli ultimi tre decenni". E come uomo? "Ero schivo, silenzioso, generoso, con mille interessi. Sapeva dipingere e disegnare benissimo, un vero artista. Qualche volta mi telefonava e mi invitata a intervenire a un concerto dei Nomadi. Ci andavo sempre". La scomparsa Daolio picchia al cuore anche Renzo Arbore: "Fu un attento interprete del movimento beat e a lui va il merito se il suo gruppo ha saputo reggere alla prova del tempo. Con il ritorno alla serieta' i Nomadi stavano vivendo una vera e propria seconda giovinezza. L' ultima volta che ho incontrato Daolio e' stato in luglio ad Agrigento per "Il canzoniere": mi aveva regalato il libro dei suoi dipinti: bellissimi". Gloria Pozzi (Canzone.bandiera, canzone.simbolo. Simbolo della rabbia e della rivolta per una societa' e per un mondo diverso, migliore, libero da costrizioni e da antiche catene mentali e fisiche) Ho visto. la gente della mia eta' andare via. lungo le strade che non portano mai a niente. cercare il sogno che conduce alla pazzia. nella ricerca di qualcosa che non trovano nel mondo che hanno gia' . lungo le notti che dal vino sono bagnate. dentro alle stanze da pastiglie trasformate. lungo le nuvole di fumo, nel mondo fatto di citta' ,. essere contro od ingoiare la nostra stanca civilta' . e un Dio che e' morto. ai bordi delle strade Dio e' morto. nelle auto prese a rate Dio e' morto. nei miti dell' estate Dio e' morto. Mi han detto. che questa mia generazione ormai non crede. in cio' che spesso han mascherato con la fede. nei miti eterni della patria o dell' eroe. perche' e' venuto ormai il momento di negare tutto cio' che e' falsita' . le fedi fatte di abitudini e paura. una politica che e' solo far carriera. il perbenismo interessato, la dignita' fatta di vuoto. l' ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto. e un Dio che e' morto. nei campi di sterminio Dio e' morto. coi miti della razza Dio e' morto. con gli odi di partito Dio e' morto.. Ma penso. che questa mia generazione e' preparata. a un mondo nuovo e una speranza appena nata. ad un futuro che ha gia' in mano, a una rivolta senza armi. perche' noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore e' per tre giorni. e poi risorge.. In cio' che noi crediamo Dio e' risorto. in cio' che noi vogliamo Dio e' risorto. nel mondo che faremo. Dio e' risorto,. Dio e' risorto.

Pozzi Gloria